LOCATION

La Villa "La Vignazza" sorge su di un colle dominante la Valle dell'Enza ed il suo impianto attuale è il risultato di accorpamenti di vari fabbricati di epoche diverse con destinazione residenziale ed agricola.

Il fabbricato rurale a sud e la Villa padronale, addossata alle stalle ed alle scuderie, a nord, si fronteggiano ai lati di un cortile acciottolato chiuso da due cancelli.
L'edificio residenziale e quello rustico sono uniti da un androne passante con orientamento nord-sud. Questo è oggi usato come salone e collega la piccola corte interna al giardino all'italiana, che, con vialetti inghiaiati e siepi in bosso, si estende davanti alla facciata principale della Villa, rivolta verso il torrente Enza.
Il prospetto, semplice e severo, presenta cinque aperture su due piani, ed è coronato da una torretta con campana, detta altana.



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Di fianco all'androne, leggermente rialzato rispetto al resto, si riconosce un corpo più antico a pianta rettangolare su due piani che mostra un'impostazione simmetrica intorno ad un corridoio centrale con asse est-ovest, a nord del quale si trova lo scalone che conduce al piano primo ed al sottotetto. A sud dell'androne più antico si trova la scala che conduce alle cantine, accessibile anche dalle scuderie, è adiacente l'ampio vano destinato a cucina, come rivelano i grandi fuochi in muratura all'interno, il camino ed il forno nell'angolo sud-est.

Lo zoccolo a scarpa di questo ambiente indica la presenza di un muro perimetrale che individua il piccolo nucleo primitivo della Villa, forse, risalente alle origini medioevali dell'Oratorio del Romito, destinato ad ospizio e pertinenza del Convento di Montechiarugolo.
Gli interventi manutentivi eseguiti negli anni hanno messo in luce decorazioni su alcune facciate interne delle scuderie rivelando un impianto diverso da quello attuale per la presenza, forse in epoca seicentesca, di porticati successivamente tamponati, ma, originale è la copertura del fienile dalle grandi capriate ligee recentemente restaurate che riporta la data del 1603. Anche il grande camino in pietra, di epoca recente, recupera un focolare destinato a riscaldare ambienti purtroppo oggi scomparsi.



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Al piano superiore si trovano gli alloggi privati dei proprietari, con le camere da letto ed un salottino di ricevimento.
Dal grande sottotetto una piccola scala in legno porta alla torretta, con finestre sui quattro lati, dalla quale si gode una vista a 360 gradi poiché questa sovrasta in altezza tutto il circondario. Sulle pareti dell'altana, interamente decorata con motivi a tralci vegetali, sono incise numerose iscrizioni risalenti ad avvenimenti storici del passato, avvistamenti e notizie relative all'immobile, apposte con cura e meticolosità dai proprietari della Villa, i quali desiderarono far si che i posteri non dimenticassero piccoli e grandi eventi riguardati l'amata dimora estiva.
Il giardino si fonde a parco con il pendio boscoso che scende verso l'Enza e conserva alberi ad alto fusto secolari e vincolati dalla Regione Emilia Romagna.



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Tra essi, oltre ad un rarissimo leccio a doppio fusto, unico per la sua maestosità in questi territori settentironali, si apprezzano diversi roveri e roverelle, ippocastani, pini, abeti, olmi, ed alcuni cedri del libano, fra cui quello che, per la sua altezza, è divenuto simbolo della Villa e memoria storica per gli abitanti più anziani di Motechiarugolo e di Montecchio che ricordano "La Vignazza", l'Oratorio del Romito ed i boschi limitrofi come meta di piacevoli gite scolastiche.

La proprietà è in contatto con società di chatering, ristorazione, organizzazione di eventi, noleggio autovetture e carrozze. Su richiesta ne fornisce i nominativi.



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